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Primadanoi.it - Ristorazione, Art diventa un marchio certificato

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TERAMO. Importante riconoscimento per il marchio Art che ha ottenuto la certificazione da parte della Quaser certificazioni Srl.
«Si tratta – spiega Marcello Schillaci, presidente dell’associazione Art “Ristoratori teramani dentro le mura” – di un importante traguardo per questa realtà nata dalla sinergia di 5 ristoratori teramani accomunati da un unico obiettivo: la riscoperta dei sapori tipici della cucina teramana puntando, allo stesso tempo, sulla qualità e tracciabilità delle materie prime».
Grazie a questo riconoscimento, i ristoranti che aderiscono ad Art vengono inseriti all’interno di un circuito ristorativo tipico di eccellenza, il primo in provincia di Teramo e in Abruzzo con garanzia di vera tipicità, sia nelle proposte che nelle materie prime utilizzate.
La certificazione infatti garantisce la qualitĂ  del prodotto utilizzato per la preparazione dei piatti, come evidenziato dalla norma sulla rintracciabilitĂ  nelle filiere agroalimentari. Vengono inoltre garantite le specifiche richieste dalla disciplina igienico-sanitaria del settore (normativa Hccp).
Fondamentale, in questo senso, è il severo disciplinare che i 5 ristoranti che fanno parte di Art (Il Cantinone, Il Duomo, L’Enoteca centrale, La Cantina di Porta Romana, I Carati di Bacco) hanno adottato.
«Il dato davvero positivo – aggiunge Schillaci – è che le aziende del territorio hanno sposato il nostro progetto. Noi ristoratori abbiamo creato un gruppo d’acquisto che ci permette di avere prodotti di grande qualità, come, ad esempio l’agnello delle Colline teramane, a prezzi accessibili, proprio grazie al fatto che anche le imprese della nostra provincia e regione hanno riconosciuto il nostro impegno, incentrato a garantire un’offerta di qualità con prodotti a chilometro zero senza però far pesare questa ricerca dell’eccellenza sulle tasche dei clienti».
Un impegno premiato dalla clientela. «La ristorazione teramana – dice Schillaci – sta cambiando in meglio e soprattutto sta ritornando tra gli interessi dei teramani ma anche di persone che vengono a trovarci da fuori, grazie anche all’attenzione che ci stanno riservando molti media a livello regionale e nazionale. Nel complesso stiamo vivendo un momento positivo, dopo un periodo buio, in cui, anche a causa dell’aggressione degli agriturismi e al proliferare eccessivo delle sagre, avevamo avuto una flessione. Questo importante progetto comune si è rivelato una buona formula per uscire dalla crisi».
Ogni ristorante si impegna a proporre un’offerta di ricette tipiche della cultura del territorio per una quantità pari al 50% rispetto al totale dei piatti offerti. La carta dei vini dovrà comprendere almeno 12 etichette tra bianchi, rossi e da dessert di vini DOCG, DOC e IGT della Provincia di Teramo. Il vino sfuso (o della casa) purché di origine teramana, potrà essere somministrato in sostituzione di una o al massimo due etichette (bianco e rosso).
Il ristorante dovrà inoltre mettere a disposizione delle clientela per i condimenti almeno un’ etichetta di olio DOP e IGP della Provincia di Teramo, cioè olio derivato dalla lavorazione di olive teramane.
Il rispetto del disciplinare è garanzia tanto per le strutture che aderiscono (che pertanto sanno di rientrare in un metodo di valutazione standard da parte di un organismo neutro e terzo), quanto per l’utente che da di trovare nelle diverse strutture certificate un livello omogeneo di qualità.
La certificazione ha durata di 3 anni, rinnovabile ed estensibile a seguito di modifiche o normative del disciplinare stesso, e prevede ogni anno una “visita di mantenimento” il cui scopo è di garantire il perdurare degli standard e di verificare che siano attivate azioni per il “miglioramento continuo”.
 
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